Si è svolto questa mattina a Vasto, presso il Liceo Scientifico Mattioli, il Convegno Dibattito dal titolo “Cristalli” organizzato dal Lions Club Vasto Host e dedicato al tema del Diritto Internazionale e della Cooperazione Internazionale analizzato da più voci autorevoli e da più punti di vista, compresi quello del Lions, rappresentato nel suo intervento dal Governatore, Stefano Maggiani.
Moderatrice dell’incontro, a cui è stato presente anche il Presidente della VII Circoscrizione, Francesco Cristaldi, è stata la Socia Alessandra Notaro che ha ricordato commossa la Socia e Collega Avvocato Giuseppina Di Risio; padrona di casa è stata la Presidente di Zona e Dirigente Scolastica, Maria Grazia Angelini, quindi, a cui è succeduto l’intervento del Presidente del Club Michele Lalla.
Il primo intervento dei lavori è stato quindi lasciato al Governatore Stefano Maggiani che per ulteriori impegni Lionistici ha dovuto anticiparlo.
Poi è stata la volta di Giuditta Brattini, cooperate Internazionale della Associazione Fonti di Pace che ha raccontato le sue esperienze nei territori di Gaza e le sue attività istituzionali, anche con citazioni di trattati internazionali e risoluzioni ONU.
Per il Comune di Vasto è intervenuta con la apprezzata sensibilità, attenzione ed equilibrio l’assessore Anna Bosco.
Il confronto è stato molto interessante e certamente ha sviluppato una tematica attuale ed importante anche per le attuali situazioni di politica internazionale che determinano nuove preoccupazioni.
Ottima l’intuizione del Lions Club Vasto Host nel dare vita a un Service Lions dedicato ai Giovani, all’etica, al diritto internazionale, alla Pace.
Apprezzata e partecipata la presenza degli studenti, rilevante la partecipazione delle Autorità Lionistiche, Civili, Militari e Religiose a dare ulteriore merito all’Incontro.
Il Governatore Stefano Maggiani ha voluto salutare l’Assemblea con la parola Shalom, Pace in Lingua Ebraica.

INTERVENTO del Governatore Stefano Maggiani

Autorità Lionistiche, Autorità Civili, gentili Studenti e gentili Docenti,

è per me un grande piacere essere qui con Voi per dare un contributo a questa Vostra iniziativa di confronto su un tema di così grande attualità che sicuramente colpisce la sensibilità di ognuno di noi. Viviamo in un momento particolarmente difficile di cui troppo spesso non è facile comprendere le ragioni e le notizie che si rincorrono dal medio oriente in queste ore contribuiscono a disegnare nuovi scenari di guerra che non possono non fare tremare i polsi ad ognuno di noi. Ed è in questi momenti che il ruolo di volontari e cooperanti assume una valenza ancora più fondamentale per provare a dare risposte concrete alle situazioni emergenziali che ne potranno derivare, fame, povertà, criticità sanitarie, emigrazione che minano la dignità delle persone. 

Il ruolo che quest’anno mi onoro di ricoprire mi porta a parlare soprattutto di come la nostra associazione si pone dinanzi a questi scenari.

Il Lions Clubs International, la più grande Associazione di Servizio Umanitario mondiale, opera in ogni Paese e territorio del mondo per unire i Popoli e per costruire la Pace, anzi, meglio, per creare e diffondere la cultura della pace. Lo ha fatto contribuendo alla stesura della Carta costitutiva delle Nazioni Unite, lo fa con le parole in ogni occasione in cui è chiamato a parlare, lo fa con le azioni ogni qual volta interviene in una situazione di necessità e, dal 1987, con la iniziativa il Poster per la Pace che nei suoi intenti si propone di mettere i giovani a confronto proprio con le sfide che costruire e difendere la pace ci pone davanti seppure attraverso quello che può sembrare un banale disegno.

Vedete cari amici, il teologo musulmano e poeta mistico persiano Jalal al-Din Rumi affermava che “La verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno ne raccoglie un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta la verità” e per i Lions non esistono torti o ragioni, non esistono colori, non esistono bandiere, e se da una parte ci adoperiamo per diffondere la cultura della pace, della libertà, dell’uguaglianza, della fratellanza universale, dall’altra cerchiamo di adoperarci per dare risposte alle richieste di aiuto e di bisogno che arrivano da tutte le parti del mondo. E il nostro agire diventa esso stesso un profondo messaggio di rispetto verso la vita e la dignità dell’uomo, che sono sempre al centro delle nostre attività.

Basti pensare alle richieste che ci sono state sottoposte e alle quali abbiamo dato risposte concrete. Ci siamo impegnati per donare centinaia di stufe per le famiglie ucraine colpite dalla guerra, ma anche dal freddo e dalla fame, e continuiamo a farlo. Abbiamo raccolto il disperato appello che il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha rivolto ai Lions italiani, per rispondere alla grave crisi occupazionale innescata dal conflitto israelo-palestinese. Ci veniva richiesto di contribuire a tre programmi con una donazione di 150 euro ognuno, per il supporto medico, per la copertura di un mese dei bisogni primari di una famiglia, per offrire opportunità di lavoro retribuite, proprio perché con il Patriarcato condividiamo l’idea che il lavoro sia alla base del rispetto della dignità umana. In pochi giorni i Lions hanno raccolto e donato 57 mila euro e non solo. Perché in quello scenario di guerra le vittime sono anche i bambini che restano senza genitori e parenti. Ed è proprio lì, a Betlemme, in Palestina, che abbiamo assunto su di noi il dovere morale e pratico di ampliare e ristrutturare un orfanotrofio che raddoppierà la sua capienza di accoglienza e potrà aiutare a costruire una opportunità per chi ha ancora una vita intera davanti.

Però, cari amici, mentre gli occhi di tutti sono aperti sui conflitti che abbiamo appena citato, voglio ricordare che ad oggi nel mondo ci sono poco meno di una sessantina di conflitti che coinvolgo oltre 90 Paesi e noi Lions cerchiamo di guardare ad ognuno di essi e laddove possibile intervenire concretamente.

In Etiopia ad esempio contribuiamo al mantenimento e allo sviluppo di una scuola nata per accogliere poche centinaia di ragazzi e oggi ne conta oltre 1500 appartenenti ad entrambe le etnie, oromo e amhara, perché il bisogno non ha colore, non ha fede, etnie che si confrontano in una sanguinosa guerra civile.

In Burkina Faso, mentre si spara, i Lions insegnano una professione ai giovani e alle donne di quei luoghi, costruiscono pozzi, insegnano a coltivare la terra, danno ai loro figli una istruzione.

Insomma, mentre i grandi e, consentitemelo, i piccoli della terra si prendono il loro tempo per decidere il da farsi, tirando la coperta un po’ di qua e un po’ di là, i Lions cercano di dare risposte a chi quel tempo per aspettare non ce l’ha.

In un tale contesto internazionale così critico, dunque, il tema del Diritto Internazionale, dell’attuazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo assume una dimensione molto vasta e molto complessa, e richiederebbe del tempo per un contraddittorio aperto e libero nella consapevolezza che per noi Lions l’importanza non risiede nell’assumere le parti dell’uno o dell’altro, forti della condanna di ogni forma di violenza verso l’individuo singolo o un popolo da chiunque e in qualunque forma essa venga perpetrata, ma l’importanza sta nella innata propensione ad operare in favore di qualcuno o costruire qualcosa, mai contro qualcuno o per demolire qualcosa.

Purtroppo altri impegni mi portano ad andare via dopo queste breve indirizzo di saluto, ma voglio lasciarvi con l’invito a tutti noi a non dimenticare che coltivare la cultura della pace inizia dalle nostre comunità, dalle nostre città e, lo dico soprattutto ai ragazzi, le scene cui assistiamo tutti i giorni non contribuiscono certamente a perseguire questo ambizioso obiettivo che deve rappresentare anche per voi un obiettivo primario perché per essa passa il rispetto dell’individuo e della dignità umana, la libertà di ognuno di noi, il rispetto della Cosa pubblica. Vi auguro un proficuo proseguimento di lavoro certo che insieme, con la gioia di servire con il cuore, costruiremo un Mondo di Pace e migliore.